30.9.06

io e gli uomini parte 2 - mio fratello -

Dicono che quando sono nata mi adorasse.
L'iddilio durò fino a quando non ho iniziato ad andare in giro a gattoni, buttando a terra con gran soddisfazione i suoi giochi, che gli avevano insegnato con tanta cura a riporre appena finiti d'usare.
Non un lungo iddilio, in effetti...
...e credo sia da allora, che casa nostra non è mai più stata in ordine.

Per anni ci siamo picchiati, incompresi, incazzati l'uno con l'altra. Quando in estate viaggiavamo in auto sui sedili posteriori e schiamazzavamo, mamma senza neanche guardare buttava un braccio all'indietro sfarfallandolo a caso ordinandoci di smetterla. Chi beccava beccava.

Ovviamente esistevano anche le coalizioni contro i genitori...ma non che finissero molto meglio.
Quando eravamo piccoli molti giocattoli (che i miei trovavano stupidi) o cioccolatini (che non trovavano "sani") che ci venivano regalati venivano requisiti per essere regalati alla prima occasione ad altri. Cosa che noi trovavamo PROFONDAMENTE ingiusta e terribile! Così giunse il giorno di quella che ancor oggi viene chiamata la "ribellione degli After Eight". Premetto che a me gli After Eight facevano schifo, ma mio fratello mi convinse che per un ideale bisogna sapersi sacrificare. La strategia era semplice. Si apriva la confezione in modo da impedire di regalare la scatola. Dovevo però PER FORZA assaggiare anche io un pezzo di cioccolatino, sennò avrei potuto ripensarci davanti al "nemico" e dare tutte le colpe solo a lui! A nulla bastò la mia fede nella causa e dovetti assaggiarne un microscopico pezzetto anche io. Arrivò il momento scontro. Tornando a casa i miei videro l'accaduto. In riga uno accanto all'altra, pronti alla fucilazione, ma a testa alta...SPIM! SPAM! uno sberlone a testa. Ricordo ancora la sensazione di bruciore diffondersi sulla guancia e l'orgoglio di non aver urlato e pianto, anche se sentivo gli occhi inumidirsi... per poi sentire un "ohhh! poveriiino!!!!" rivolto dai genitori a mio fratello. UH!?!?!!?! L'avevano beccato male e gli usciva un poco di sangue dal naso, così si erano dimenticati ogni rabbia e lo coccolavano e curavano amorevolmente. Ed io? punizione, in camera!

28.9.06

- io e gli uomini parte 1 - mio padre -

Alto, intensi occhi azzurri, affascinante carisma ed ottima parlantina da saper convincere chiunque di avere si ragione lui, ma senza dar torto agli altri.

Avrei dovuto capirlo già allora, che “uomo meraviglioso” non equivale a “padre meraviglioso” o, prendendo gli altri uomini della mia vita, amante/fidanzato/amico meraviglioso. Purtroppo, anche sapendolo razionalmente, le donne hanno la meravigliosa tendenza a volersi ricoprire gli occhi di prosciutto per poter sognare ancora un po’…al contrario di molti uomini, tanto per cambiare…
Per anni non sono riuscita ad affrontare un argomento con lui senza finire a piangere, anche quando non si trattava di sgridarmi. Allora mi guardava con stupore e mi chiedeva il perché. Non lo so nemmeno io il perché. Forse perché ancor prima di cominciare sapevo che avrei (con una certa mortificazione personale) dovuto ammettere che aveva ragione lui. Sempre.
Ora ho capito che non sempre la ragione vince sulla nostra vita. Non voglio essere sempre e a tutti i costi razionale; la ragione non rende felici, anzi. Lui vince sempre in questo tipo di confronti, ma quando senti un nodo in gola e lo stomaco in subbuglio per qualcosa che ti è successo, a poco serve qualcuno che razionalizzi per te e ti dica che, in realtà, non è successo niente di tragico. Non esimendosi peraltro, spesso e volentieri, di razionalizzare e mortificare anche i momenti più irrazionalmente felici.
Ci vuole tanto ad abbracciare una persona e limitarsi a dirle “ti voglio bene, ti sono vicino”?
Una volta gli dissi di affrontare un argomento simile con mio fratello che era arrabbiato con lui. Per la prima volta ho visto mio padre impacciato, senza parole. Con riluttanza mi ha detto “non sono capace”.
Incredibile, sto piangendo anche stavolta.


[in foto - papà, fratello e io in braccio a pochi mesi. anno 1976]

27.9.06

- "concettuale"- seconda stagione -

Inauguro con questo post la seconda stagione di questo blog.
Mi impegnero' a parlare di me. E che qualcuno si provi a vietarmelo.
Colgo così l'occasione per spiegarvi anche un primo concetto, tanto per essere attinente al titolo di questo blog.
Le donne sanno essere delle gran puttane se le fate arrabbiare o le deludete.

Il concetto di "puttana" è tra quelli che tutti credono di comprendere bene, ma che comporta invece sempre più e più significati. Come sempre la varietà si amplia se dividiamo tra i significati che gli danno uomini e donne.
In questo caso sappiate che intendo più qualcosa che si avvicina allo "stronze" che al "venditrici di sesso".

- LEGGENDE !!! -

nota di servizio.
da oggi tutte le leggende vengono spostate in blog a parte in cui scriverò solo di quelle.

BLOG "LEGGENDANDO"

questo diventerà a tutti gli effetti "concettuale". Vi racconto un pò di me...e penso che ci andro' sul pesante.

20.9.06

- Vaso

Dolorosi momenti mi cadono dentro.
appena un brivido e non altre reazioni.
traboccherà il vaso
ed ancora
ed ancora
non sapro' come reagire se non subendo.

- Sproloquiando di malessere in malessere

Credo di essere stata felice. Anche ora, nonostante gli accadimenti che mi debilitano la mente, io -da sola e per me stessa- non sento di poter chiedere molto.
in un mondo occidentale che ci offre tutto, ci dà tutto, ci bombarda di tutto quanto possiamo volere, mi pare quasi ovvio non desiderare nulla.
Se solo volessi qualcosa lo avrei. come me, tutti quelli che mi stanno attorno.
Ovviamente parlo di tutto quanto sia materiale.

Perche' le relazioni...quelle ce le siamo rovinate da soli. Paure inconscie ingigantite, drammi e malesseri raccattati dalla tv, terrore di perdere una acclamata "libertà"...ed io, che ci sono dentro, non riesco ad essere diversa anche sapendolo.
probabilmente e' vero: in un mondo come questo, ormai, l'unica VERA grande differenza che possiamo "possedere" come io-individuo è la differenza tra la vita e la morte. Nemmeno questo del tutto vero, in quanto anche il suicidio è qualcosa di altamente sociale. Se abbiamo già tutto...o lo abbiamo avuto...a che serve proseguire la propria esistenza? possiamo sperare di avere tanto altro ancora, è vero. probabilmente tanto altro di bello ci capiterà, ma si mischierà a tante cose sempre piu brutte. vale la pena vivere se si puo' sperare di avere grandi PASSIONI, ma cio che sto facendo ora non mi porterà ad averle e anche sapendolo non riesco a uscire dal "cerchio". una morte pensata e studiata potrebbe esser un'esperienza molto più completa di quanto possa essere una morte normale e non cercata, di cui si puo' solo temere il dolore. la morte è terribile per chi resta, ma la cultura in cui viviamo ha sradicato anche un possibile Inferno perenne in cui soffrire se suicidi, il grande limbo ce lo dà tutti i giorni in vita e il paradiso è più evanescente. Dio? ci crediamo solo per offenderci se ne parlano male... e se esiste? beh, poco male...andiamo a conoscerlo... probabilmente se esiste un "aldila'" noialtre ci ritroveremmo tra le 40 vergini (riverginizzate) del paradiso degli eroi mussulmani, mentre quelli si ritroverebbero in qualche altro paradiso non voluto e diverso dal loro. perche dio, se esiste, ha di sicuro il senso dell'umorismo per dare il paradiso a tutti, si, ma non il loro.

p.s. questo messaggio non vuol dire che mi suicidero' per oggi.